BENITO JACOVITTI

Tra i maggiori fumettisti italiani, nasce a Termoli, in Molise, nel 1923.

Frequenta la scuola d'arte ed il liceo artistico a Firenze.

Sin da adolescente disegna vignette satiriche, prima per i tedeschi, poi - dopo la guerra - per gli americani.

A 16 anni (dal 1939 al 1966) collabora a "Il Vittorioso", famoso giornale per ragazzi oggi scomparso.

Tra gli anni '50 e '70 lavora per quotidiani e periodici quali "Il Giorno", il "Corriere dei Ragazzi", il "Corriere dei Piccoli", "L'Europeo" e "Linus", pubblicando a cadenza annuale il "Diario Vitt" e lavorando anche per la pubblicità (Eldorado, Mio, Fiorucci).

Numerose le opere classiche da lui reinterpretate, tra cui "Pinocchio" e il " Kamasutra", dizionario pseudo-erotico con testi di Marcello Marchesi.

Autore estremamente prolifico, numerosi sono i personaggi surreali da lui inventati : basti citare - tra i tanti ed oltre all'arcinoto
Cocco Bill - i 3P (Pippo-Pertica e Palla), Cip il poliziotto, il pirata Gamba di Quaglia, Battista l'ingenuo fascista , Oreste il guastafeste, Gionni Galassia, Giuseppe, Zorry Kid, Elviro il vampiro, l'investigatore Tom Ficcanaso, i diavoli Pape Satan e Aleppe, lo spaziale Microciccio Spaccavento, Zagar, la furbissima e terribile Signora Carlomagno, ed il bassotto Kilometro.
E ancora l'indiano Occhio di Pollo, Giacinto il corsaro dipinto, Lolita Dolcevita - tipica teen-ager anni 60 - il diavoletto Pop Corn, Jack Mandolino e ...Jacovitti stesso.

" Le sue tavole sono riempite sino all'inverosimile - oltre che dai personaggi della storia - di piedi, pettini, salami, vermi quasi per un psicanalitico terrore del vuoto.
L'arma di Jacovitti è il pennino 'Perlier' (non usa 'rapidograph' o altri 'strumenti complicati' come li chiama lui) una boccetta d'inchiostro nero ed un foglio di carta porosa.
Lui impagina, scrive i testi, dà i chiari-scuri, fa ancora tutto da solo.
Soltanto i colori li fa dare ad un suo amico-collaboratore.
Però li decide sempre lui."

Muore a Roma il 3 dicembre 1997.
 

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