" (...) Come Gramsci scrisse molto tempo fa, « Il vecchio sta morendo e il nuovo non riesce a nascere e in questo interregno appaiono molti sintomi morbosi » . Simultaneamente il centro implode, l'ozono si esaurisce e i valori ormai svuotati cessano di suscitare interesse. (...) "

Kenneth Frampton, da CASABELLA, 1992



ESTETICA DELLA GAZZA
Se un vulcano, un giorno, apparisse improvvisamente eruttando lapilli e lava di fronte a Riccione, ricoprendo di cenere la novella Pompei, quale spettacolo si presenterebbe agli ammirati archeologi del 3000 !
Cadaveri di albergatori rintanati nei bureau, mosconi fossili dai mille colori, resti di pizze napoletane ... ma soprattutto un pittoresco e polimorfo universo architettonico. Per quanto l'architettura della Costa appaia come integra nelle sue volumetrie, essa in realtà è già ora - con la sua ricca storia 'stratigrafica' - un curioso reperto archeologico da cui è possibile trarre un vivido spaccato del costume balneare del nostro 'fin de siecle' .
Ogni edificio racconta una storia, ogni decoro indica uno stato d'animo, ogni sopraelevazione è un caso clinico e - probabilmente - ogni metro cubo nasconde un omicidio.




Qui, il "rigore" esiste solo allo stadio, e solo la domenica, e non sempre.


L'immagine urbana tipica della Costa ricorda molto quella di un appendiabiti sul quale vengano gettati i più eterogenei capi di abbigliamento.


Il concetto base dell'architettura dei suoi edifici, il nucleo filosofico fondante dell'intera opera sua era :"A cosa serve perdere tempo per progettare, quando c'è da costruire ?".


Il libero arbitrio definisce la possibilità di mettere una scala in qualsiasi luogo e modo si voglia .


Le casa dei vicini, per quanto poco interessanti, sono sempre i migliori modelli disponibili e pertanto posseggono sempre dei particolari utili per la riproduzione della specie.


Dopo aver speso decine di milioni per abbellire la casa, il proprietario aspettò dieci anni prima di verniciare la facciata.


Era un idealista. Poi, i casi della vita lo costrinsero a mettere i piedi a terra. Cominciò allora il suo interesse per i nani, il fango e i serpenti.


La nuovissima piazza balneare era un grande vuoto urbano, il più grande ed assoluto vuoto che si potesse realizzare, il cui centro era il centro vuoto di una immensa decorazione-souvenir che riproduceva la pavimentazione di Piazza del Campidoglio di Michelangelo tre volte più grande. Al posto della statua di Marco Aurelio erano previsti gli stand della "Rustida" di pesce.


La decoratività è una categoria dello spirito applicata non alla decorazione stessa, ma alle strutture ed alla composizione nel suo insieme: ciò che normalmente è "ornamento", qui - nella Metropoli Balneare - si sostituisce alla sostanza, proclamandosi sostanza essa stessa !


Il prato e gli alberi di fronte al mega-centro-congressi facevano la parte dell'insalata di fianco ad una bistecca.


" Una persona vale per quello che fà, e non per ciò che sà ! ", sosteneva senza posa A, rivolto a B .
" Una persona vale per quello che sà, e non per quello che fà ! " ribatteva senza posa B, rivolto ad A.


Un gruppo di ambiziosi mecenati ha proposto di inviare una stazione spaziale sul Sole, con l'obbiettivo di innalzare sulla sua superficie un grandioso "Monumento alla Luce del Sole" dotato di un sistema di illuminazione tale da poter abbagliare la Terra. Si tratta dello stesso gruppo che ha proposto un altrettanto strepitoso "Monumento all'Onda Marina" - una enorme diga nel mezzo dell'Oceano Pacifico delimitante un'area di 20 Km. quadrati al cui interno con macchine possenti vengono generate onde altissime - e un ancor più incredibile "Monumento alla Vetta della Montagna", realizzato amputando la vetta più alta del mondo e posandola vicino a "Italia in Miniatura", a Viserba .



Il Progettista professionista - così come l'Amministratore efficiente e l'Impresario intraprendente - ritengono che NON costruire costituisca un blocco per lo sviluppo e l'espansione economica della città, la quale ha necessariamente bisogno di crescere in reddito e prestigio, in modo tale che i suoi rappresentanti al potere possano orgogliosamente affermare di incarnare il bene della città, nel cui nome saranno richiesti ulteriori investimenti e quindi costruzioni, per crescere in reddito e prestigio, in modo tale ... etc. etc.


Ora la città aveva un'immagine nuova, moderna, dinamica, che il vecchio albergatore, con il suo vecchio albergo, offendeva. Ma il vecchio morì. Dopo due anni, al suo posto, ecco svettare un nuovo issimo-issimo edificio in cristallo e cemento rosa confetto: il Grand'Albergo "Tradition" .
 

KK Da quando l'umanità si é legata avanti un propulsore , si va indietro.L'elica fa poi in modo che si vada anche più in giù.

Lo SFRUCUGLIATORE non può che sfrucugliare. Chiunque gli ponga problematiche di tipo diverso non può che mettere in crisi la sua scelta esistenziale, i suoi affetti, i suoi desideri, i suoi affari . Lo sfrucugliatore cerca complici solo tra altri sfrucugliatori, perchè solo con loro può intendersi, e perseguire il suo obbiettivo : sfrucugliare.

KK La
bruttezza
del presente
ha valore
retroattivo.

L'idea di "nuovo" altalena sistematicamente tra due poli: da un lato l'Innovazione - una rivoluzione che crea a partire dal nulla - e dall'altro il Rinnovamento - un riformismo che crea a partire da un ex-nuovo oramai invecchiato . Nel primo caso il "nuovo" è una categoria dello spirito, nel secondo una voce del bilancio .

KKHo visto uno che aveva l'aria dello standard of life. Un altro che aveva l'aria della crisi del benessere. Il redattore lasciò la camera d'albergo del Signor Venizelos e aveva l'aria dello status quo. Per strada passava il mondo, che aveva la faccia delle classi dominanti e il sedere dei larghi strati.

E' auspicabile la creazione di una nuova onorificenza, da conferirsi ai migliori professionisti progettisti : il Grand' Ordine del Metrocubo. In naturale collaborazione con le Amministrazioni Comunali, esso dovrebbe essere assegnata solo a quei tecnici che dimostrino una pluriennale tenacia, audacia e fantasia nel perseguire incrementi di volumi edificabili (di qualsivoglia tipo e dimensione). E' veramente disdicevole, infatti, che tale rara attitudine venga ignorata a livello istituzionale, se non addirittura confusa con altri tipi di capacità progettuali.

KKC'é un'idea che un giorno scatenerà la vera guerra mondiale: che Dio non ha creato l'uomo come consumatore e produttore. Che i viveri non sono il fine della vita. Che lo stomaco non ha da crescere sulla testa della testa. Che la vita non si fonda esclusivamente sul profitto. Che l'uomo é posto nel tempo per avere tempo e non per arrivare con le gambe da una qualche parte prima che col cuore.

Sulla Riviera è apparsa una grande novità estetica: The Arciunés Style (trad. Lo Stile Riccionese ); esso è facilmente riconoscibile grazie alla scrupolosa applicazione delle seguenti invarianti: OSTENTAZIONE Tutto ciò che è visibile ha essenzialmente la funzione di rappresentare uno status sociale; REFERENZA Esiste solo ciò che è già apparso o apparirà sui mass-media ; CONSUMABILITA' Tutto ciò che é vendibile è bello, e viceversa .

KKDa qualche parte ho trovato la scritta: "Si prega di lasciare il luogo come si desidera trovarlo".
Oh, se chi educa alla vita avesse nel parlare anche solo la metà dell'efficacia dei padroni d'albergo !


Il giovane architetto disse alla fruttivendola quello che pensava; la fruttivendola lo raccontò al suo amante; il suo amante ne parlò con un contrabbandiere; il contrabbandiere lo rivelò al maresciallo; il maresciallo lo confidò al geometra; il geometra lo comunicò all'assessore; l'assessore lo espose ad un consigliere dell'opposizione. Domanda: se il consigliere era l'amante della fruttivendola, che relazione c'è tra l'assessore, l'architetto e il contrabbandiere ?

Maurizio Castelvetro

La città di Sofronia si compone di due mezze città. In una c'é il grande ottovolante dalle ripide gobbe, la giostra con la raggiera di catene, la ruota delle gabbie girevoli, il pozzo della morte coi motociclisti a testa in giù, la cupola del circo col grappolo dei trapezi che pende in mezzo. L'altra mezza città è di pietra e marmo e cemento, con la banca, gli opifici, i palazzi, il mattatoio, la scuola e tutto il resto. Una delle mezze città è fissa, l'altra è provvisoria e quando il tempo della sua sosta è finita la schiodano, la smontano e la portano via, per trapiantarla nei terreni vaghi d'un altra mezza città. Così ogni anno arriva il giorno in cui i manovali staccano i frontoni di marmo, calano i muri di pietra, i piloni di cemento, smontano il ministero, il monumento, i docks, la raffineria di petrolio, l'ospedale, li caricano sui rimorchi, per seguire di piazza in piazza l'itinerario di ogni anno. Qui resta la mezza Sofronia dei tirassegni e delle giostre, con il grido sospeso dalla navicella dell'ottovolante a capofitto, e comincia a contare quanti mesi, quanti giorni dovrà aspettare prima che ritorni la carovana e la vita intera ricominci. E'un brano tratto da Le città sottili. 4. di Italo Calvino


" (...) L'agile salto improvviso del poeta filosofo che si solleva sulla pesantezza del mondo dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza mentre quella che molti credono essere la vitalità dei tempi, rumorosa, aggressiva, scalpitante e rombante, appartiene al regno della morte, come un cimitero di automobili arrugginite. (...) "

Italo Calvino, Lezioni americane, 1988

L'atteggiamento

pseudo-innovatore che vuole oggi presentare la città vacanziera del 2000 è già nella sua immagine cartacea e pastellata un regno di morte, perché propone luoghi e ritmi avversi alla natura; la rombante sguaiatezza di oggi, seppure ancora vissuta con paesano godimento, si potrebbe ancora di più trasformare in ambientazioni intrise e sature di riferimenti alieni (e quindi alienanti) presi a prestito dalla cultura urbanistico-architettonica che ha prodotto le periferie cittadine.
Come nelle metropoli il pluralismo linguistico sostanziato unicamente dalla tensione verso lo shock ha provocato ciò che si può definire una anarchia formale, l'atteggiamento emulatore che contraddistingue la progettazione a noi circostante ha trasformato la precarietà insita in tale atteggiamento progettuale in linguaggio permanente.
Così le regole formali che vogliono un prodotto eccentrico sempre più contribuiranno alla realizzazione di un paesaggio roboante e rumoroso.

Giovanna Mulazzani

" (...) La memoria è fra tutte le facoltà quella che più ha a che fare con l'architettura.
La memoria che i greci personificavano in Mnemosine, madre di tutte le muse, è la sua vera padrona.
Il loro nome Muse deriva forse da memoria, poichè nei tempi antichi i poeti, non avendo la possibilità di leggere testi scritti, consultavano la loro memoria per trovarvi ispirazione. (...) "

Adolfo Natalini, Lettere segrete, 1990

Noi Viviamo Immersi

in una 'Metropolina' intrisa di manifestazioni lontane dalla complessità del reale, che tendono ad uniformare e ad appiattire lo spazio attraverso la sospensione del tempo; e quindi allontanando da sé la dimensione ed il senso della memoria.
Memoria che non significa sterile ricordo del passato, archeologia spirituale di un ritorno a "come eravamo", ma forza costituita dallo spazio urbano e dal senso che questo spazio assume in coloro che vivono nei luoghi. Moto propulsore di una stratificazione e di una differenziazione che lega indissolubilmente tra di loro il tempo e lo spazio. Realtà incisa dalle "segnature del tempo", dalle pieghe della storia che consentono di leggere nella città gli effetti del lavorio del tempo.
Architetture intimamente legate alla dimensione del pensare e contemporaneamente aliene dalle sperimentazioni avveniristiche di atolli artificiali o 'isole del divertimento' in cui l'artificioso viene innalzato a categoria dominante del progetto. Sono lontani i tempi delle utopie futurologiche, in cui alti esempi di immaginazione urbanistica erano supportati da un nobile atteggiamento intellettuale, oggi del tutto assente.
La spinta alla Utopia degli anni 2000 è la facciata pseudo-aristocratica e pseudo-colta della più prosaica "politica del piccone".
Forse l'atteggiamento veramente utopico sarebbe quello di imparare a guardare nelle cose semplici le associazioni mentali che la loro forma suggerisce e che su di essa noi proiettiamo.

Giovanna Mulazzani

La memoria ridona al mondo il paradiso perduto, ciò che l'uomo inevitabilmente per andare avanti è costretto a perdere ; la memoria ci ridona il senso eroico della vita.
Essa è l'elemento mitologico del 2000 .

VULCANO E MERCURIO

La leggerezza della pensosità fa apparire la frivolezza opaca e pesante.
L'architettura frivola, l'architettura della sostituzione e del disorientamento è il linguaggio di oggi; ci comunica consuetudini di ritmi banali.
Il gesto progettuale troppo veloce si trasforma in immagini frivole, in superficialità, quando non ha dietro di sé il lavoro sotterraneo di Vulcano; quando non è la traduzione formale di una esperienza, di una pensosità continuata negli anni.

Giovanna Mulazzani

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